Zecchini Stefano Pietro

Nasce a Genova nel 1809.

«L’Italia ha bisogno di Statisti» ricorda Zecchini, tramite la sentenza di Bettino Ricasoli, in testa all’introduzione del libro Del principio di equità nell’imposta desideri di riforme all’attuale nostro sistema finanziario per S. P. Zecchini (Torino, Unione Tipografico-Editrice, 1860), citazione che fin da subito mette in risalto la sua personalità di moralista, come bene illustrano gli Esempi della virtù italiana narrati da nostri classici storici e raccolti ed ordinati con appositi riflessi da S. P. Zecchini e A. Vianti (Torino, Stamperia sociale degli artisti tipografi, 1843), in cui gli aneddoti edificanti offerti ai giovani mirano ad instillare valori positivi congiuntamente alla consapevolezza dell’imprevedibilità degli eventi.

La sua opera di poligrafo è tuttavia caratterizzata da marcato interesse verso i vari aspetti dell’attualità, con  contributi che spaziano dalla dimensione legislativa (Cenno al popolo intorno alle nuove riforme date da S.M. il re Carlo Alberto per S.P. Zecchini, Torino, presso G. Pomba e Comp. Editore, 1847), scolastica (Radiologia o metodo più facile per insegnare a leggere in 29 lezioni, Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1854; Radiografia nuovo e più facile metodo per insegnare a scrivere, Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1858, entrambe di successo e uscite in varie edizioni), educativa (Libro degli utili insegnamenti morali e sociali, Torino, Unione Tipografico Editrice Torinese, 1886), linguistico lessicale (Di due probabili errori di amanuense nel Pater Noster e proposta di correzione per S. P. Zecchini, Torino, Stamperia dell’Unione Tipografico-Editrice, 1882: l’autore vi dimostra la sua arguzia nell’osservazione critica di alcuni fenomeni grammaticali e metafrastici), politica (Il Papa a Roma, Roma all’Italia e il Governo a Torino, Torino, Utet, 1863: scritto nel quale egli chiede un passo indietro ai Francesi e al papa nel riconoscimento di Roma come capitale d’Italia), filosofica e spirituale (L’unione fraterna dei popoli, Torino, G. Pomba e Comp. Editori, 1848; Dio l’Universo e la fratellanza di tutti gli esseri nella creazione, Torino, Stamperia dell’Unione Tipografico-Editrice, 1873), scientifica (L’azione fatale dell’uomo sulla terra, considerazioni e premunizioni per Stefano Pietro Zecchini, Torino, Stamperia dell’Unione Tipografico-Editrice, 1882: opera attraverso la quale egli dimostra di onorare la sua carica di socio corrispondente della Reale Accademia delle Scienze di Palermo), letteraria (Con gli omnibus non si scherza, Torino, G. Derossi, 1878; Il sesto cielo, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1881: solo per citare alcune fra le opere più significative).

Figlio di un armatore, nonostante egli segua studi regolari, già a 15 anni è in Francia in compagnia di un fabbricante di gioielli di corallo; rientra in Italia dopo pochi mesi dove tenta di inserirsi nel settore bancario e, in seguito, commerciale; nel 1835 si reca a Torino come maestro privato di italiano e francese, ed è qui che trova la sua strada impiegandosi presso la casa editrice fondata dai fratelli Pomba, fino a divenirne il vice-presidente e a contrarre matrimonio, nel 1850, con Clelia, figlia di Giuseppe Pomba.

Con il Dizionario dei Sinonimi della lingua italiana compilato per S.P. Zecchini colla scorta di quelli del Tommaseo, del Romani, del Grassi e degli altri lavori filologici più recenti sulla lingua italiana con l’aggiunta di molti vocaboli oltre quelli esistenti nel Nuovo Dizionario de’ Sinonimi del Tommaseo edito nel 1838 da G.P. Vieusseux (Torino, presso G. Pomba e C. editori, 1848) egli afferma l’importanza dello studio lessicale e semantico dei termini perché l’espressività è in continua evoluzione: la parola non è numero, non ha un valore preciso né costante nel tempo, ma sfumato e in continua evoluzione (p. XIII).  

Nel 1860 esce la seconda edizione, con numerose aggiunte e svariate correzioni. Il prezzo dell’edizione riveduta e corretta è tuttavia ribassato, nonostante le integrazioni, nel tentativo di conseguire la massima diffusione dell’opera fra i giovani. I riferimenti al dizionario di Tommaseo e, seppur in misura minore, a quello dell’abate Romani (ossia a due fra le più significative opere sullo studio sinonimico antecedente), non impediscono infatti a Zecchini di segnalarne l’eccessiva prolissità. Dunque, per rendere il suo dizionario snello e di facile consultazione, Zecchini afferma di essersi prefissato l’accorpamento dei significati delle parole. Il sistema degli esempi proposto da Jean-Baptiste Girard e seguito da Tommaseo è accolto anche da Zecchini.

La stringatezza di quest’ultimo rivela probabilmente il motivo per cui Giuseppe Pomba affianca Zecchini a Tommaseo in fase di redazione del TB, per controbilanciare, cioè, con la sinteticità del primo, l’acribia scrupolosa del secondo. Deduciamo inoltre che Zecchini e Tommaseo, prima di iniziare la collaborazione all’impresa, si conoscevano già da qualche anno: nell’introduzione al suo dizionario dei sinonimi (II ed., pp. XVI-XVII), Zecchini dichiara di avere evitato l’inserimento delle sue proprie integrazioni già accolte nell’edizione del Nuovo Dizionario dei Sinonimi della lingua italiana di Tommaseo (Firenze, Vieusseux, 1838).

Nel dizionario dei sinonimi di Zecchini l’aspetto educativo rimane irrinunciabile: gli esempi vengono accolti solo se accompagnati da un significativo valore morale, e le esercitazioni sono ritenute di fondamentale importanza perché migliorano non solo le capacità linguistiche ed espressive, ma anche quelle logiche e intellettive (p. XXIV: «concludo infine che, poiché il libro è fatto, dovrebbesi di proposito indirizzare la studiosa gioventù in questa giostra proficua e dilettevole dell’intelligenza, la quale è il marchio speciale di cui la Divinità ha improntato l’anima umana, talché il non lasciarla intorpidire, ma lo estenderne il dominio, il governarla verso il bene è avvicinarla a Dio, è compiere l’opera sua»).

La collaborazione con il Dizionario della lingua italiana di Tommaseo e Bellini è dunque il proseguimento di un precedente sodalizio. Dopo la morte di Luigi Pomba, nel 1872, Zecchini assume il ruolo di direttore della casa editrice, ma una crescente miopia lo obbligano a lasciare l’incarico a Giuseppe Chiantore. Egli tuttavia, soprattutto nel primo decennio della composizione del dizionario, offre un aiuto importante a Bellini nella suddivisione dei lemmi, che giungevano da tutta Italia, in macroaree, e nella catalogazione delle voci più complesse secondo i significati più ricchi di sviluppi. L’ingente numero di lettere intercorse tra Zecchini e Tommaseo, oltre a quelle inviate agli altri più importanti collaboratori durante i sedici anni dell’impresa, con il fine di supportare il buon esito della stessa, sono la più chiara attestazione del suo impegno.

Nel 1891, l’anno della morte a Torino, esce il Dizionario delle frasi sinonime e di altre maniere di dire della lingua italiana raccolte, aggruppate e dichiarate da S.P. Zecchini e messe per via di numeri in relazione col suo Dizionario dei sinonimi (Torino, Utet, 1891), opera attraverso la quale viene ribadita la passione che lo aveva animato per gran parte della sua vita.

 

Alla BNCF sono conservate 231 lettere inviate da Stefano Pietro Zecchini a Niccolò Tommaseo, fra il 1857 e il 1874, coll. Tommaseo 116, 28-37, e 62 lettere inviate da Niccolò Tommaseo a Pietro Stefano Zecchini, fra il 1859 e il 1874, alcune s. d., coll. Tomm. 116, 38-40.

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

 

Dizionario biografico degli scrittori contemporanei diretto da Angelo De Gubernatis, Firenze, Le Monnier, 1879.

 

[Mara Nardo]

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