Torre Federico

SIGLE NEL TB: [Tor.] = 2539 (spogli)

 

Federico Torre nasce a Benevento il 27 aprile 1815.

È una figura di intellettuale dalla moralità integerrima che all’azione e all’impegno politico associa interessi letterari intesi come trascrizione di fatti per testimoniare l’accaduto a futura memoria dei posteri. La sua figura di uomo d’azione, patriota e, successivamente, militare di carriera, è tuttavia il solo aspetto messo in luce, dal momento che gli studi biografici sembrano tutti discendere unicamente dalla monografia di Camillo Pariset, dove l’opera letteraria del beneventano, che spazia dalla lessicografia alla letteratura antica fino all’arte, viene delineata in modo meramente agiografico. Egli associa interessi scientifici a letterari; infatti, dopo la laurea in fisica nel 1840 e nel 1843 in ingegneria, pubblica a puntate sulla rivista «Il Lucifero» un breve saggio sulla vita e le opere di Giulio Perticari (Delle opere e della vita del conte Giulio Perticari, «Il Lucifero», anno VII, n. 45-48, 1844-1845), evidenziando l’amor patrio riscontrabile nelle scelte letterarie del letterato romagnolo. I suoi convincimenti estetici, l’erudizione e l’amore per le belle forme gli dettano recensioni e commenti, fra cui le biografie di Andrea Palladio, di Leopoldo Cicognara, di Ippolito Pindemonte (comprese nei Cento ritratti e vite d’illustri italiani, Roma, 1842-45).

«Il Contemporaneo» è il giornale politico stampato a Roma dalle cui pagine Torre (tra i fondatori, assieme ad un gruppo di intellettuali fra cui Ludovico Potenziani e Luigi Masi), a partire dal 1846, in seguito alle iniziali aperture di papa Pio IX, contribuisce a diffondere quello spirito patriottico che giunge a mettere in discussione il dominio temporale del papa. Egli partecipa alla I Guerra di Indipendenza e aderisce all’esperienza della Repubblica romana, i cui esiti negativi lo costrinsero alla condizione di esule per sottrarsi alle persecuzioni.

Rientrato a Genova, dopo una permanenza come rifugiato a Malta e in Grecia, inizia a scrivere, sotto l’invito dei compagni esuli, le Memorie storiche dell’intervento francese in Roma nel 1849 (Torino, Tipografia e stereotipia del progresso, 1852), lavoro poi concluso a Torino. Torre dichiara che la sua testimonianza scritta nasce dall’esigenza di dissimulare le falsità diffuse con disprezzo dai fratelli d’oltralpe (fra costoro D’Arlincourt, Belleydier, Audisio, il generale Oudinot) che, figli della rivoluzione francese, avrebbero dovuto comprendere le esigenze di partecipazione civica dei cittadini romani, anziché servire secondo il tornaconto personale.

Il patriottismo spinge Torre a scrivere anche la biografia di Silvio Pellico, profilo pubblicato in «Il Cimento rivista di scienze, lettere ed arti», anno II, serie II, vol. 3, 1853, pp. 441-455.

Sempre a Torino, Torre collabora con il lessicografo Luigi Della Noce ad un nuovo dizionario latino-italiano, il Nuovo vocabolario latino-italiano compilato ad uso delle scuole, Torino-Milano, G. Favale e compagnia-Natale Battezzati, 1856. L’opera, di perizia tale da venire ristampata fino al 1950, reca un’introduzione in cui si mostra che i dizionari di Antonio Bazzarini, Tommaso Vallauri, Bernardo Bellini sono carenti di esempi lessicali corretti – dall’italiano al latino –, poco significativi per lo studente che intende conoscere la lingua latina e tradurla correttamente in italiano. La raccolta di esempi cui Della Noce e Torre attingono è quella preziosa ed accurata di Facciolati, Forcellini e Furlanetto, del seminario padovano. Questa introduzione, ricca e articolata circa gli esempi lessicali, attira l'attenzione di Tommaseo, il quale stava cercando collaboratori esperti per la compilazione del suo vocabolario: Torre partecipa in effetti alla fase iniziale, ossia al primo volume del Dizionario ma, incombendo la II Guerra di Indipendenza, nel 1859 preferisce arruolarsi col grado di maggiore, rinunciando alla continuazione nella redazione dell’opera.

Nel 1860 viene assegnato alla divisione per il reclutamento del ministero della guerra. La carriera militare che ne segue (tenente colonnello alla direzione dell’artiglieria del Genio dell’Emilia; capo di stato maggiore del dipartimento di Parma; addetto al ministero della guerra a Torino con incarico di organizzare la leva su tutto il territorio nazionale, come maggiore generale prima e da tenente generale poi) lo portano a collaborare con il Ministro per l’organizzazione della leva militare su tutto il neonato territorio nazionale. La sua Relazione sulle leve eseguite in Italia dalle annessioni delle varie province al 30 settembre 1863 (Torino, Fodretti, 1864) è considerata uno studio statistico scrupoloso e degno di nota; condotto secondo la rilevazione delle caratteristiche fisiologiche, morfologiche, antropologiche e culturali dei coscritti, risulta ancora oggi una fondamentale fonte di dati statistici, apprezzata e riconosciuta anche all’estero (sarà seguita da altre relazioni annuali, come Alcuni studi sull’attuale ordinamento dell’esercito italiano, Roma, Barbera,1873).

Appassionato d’arte, sul giornale di Roma «Rivista militare italiana» (serie III, anno XIX, 1874, pp. 240-253) pubblica non solo articoli relativi a questioni militari, ma anche sopra quadri e sculture: la sua adesione ai canoni estetici neoclassici favorì il contatto con i teorici del Neoclassicismo Francesco Milizia e Leopoldo Cicognara, allo stesso modo in cui la sua convinta partecipazione al clima culturale del tempo gli fece intrattenere rapporti anche epistolari con tutte le figure più importanti del periodo, sia letterati che uomini d’arme, a partire da Leopardi per arrivare a Mazzini e Garibaldi.

Muore a Roma il 6 dicembre 1892.

 

Alla BNCF sono conservate 4 lettere di Tommaseo a Torre dal 1859-1873, coll. Carteggi TOMM. 140, 37, e 7 lettere da Torre a Tommaseo dal 1864 al 1874 e s.d., con coll. Carteggi TOMM. 140, 36.

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

 

Capasso Torre Enzo, Federico Torre (1815-189) nel centenario dalla morte 1892-1992, Benevento, Edizione del Museo del Sannio, 1993.

Della Torre Giuseppe, Federico Torre, 1815-1892. Elementi per una biografia del “lungo generale” delle statistiche militari, in «L’impegno. Rivista di storia contemporanea dell’Istituto storico della Resistenza Biella e Vercelli», XLII, nuova serie, n.1, giugno 2022, pp. 13-24.

Galasso Elio, Cristina Trivulzio di Belgioioso e Federico Torre, in «Samnium», a. XLV, n.1-2, 1967, pp. 80-102.

Pariset Camillo, Il generale Federico Torre, Verona, Edizioni “L’Albero” S.A. Albarelli Marchesetti, 1940.

Pariset Camillo, Pietro Giordani e il generale Federico Torre (da documenti inediti), in Il Risorgimento italiano, Milano-Torino-Roma, Fratelli Bocca Editori, 1909, pp. 781-758.

 

[Mara Nardo]

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