Fogliani Tancredi

Nasce a Cucciago in provincia di Como nel 1829. Non ancora ventenne partecipa alla Prima Guerra di Indipendenza come volontario nel battaglione degli studenti assieme al padre: Como e provincia sono al tempo ferventi di quello spirito patriottico che le spinge a insorgere contro la guarnigione austriaca due volte, riuscendo a sconfiggerla in concomitanza delle sommosse note come “Le cinque giornate di Como”.

Si laurea in legge a Pavia nel 1853 ma, nuovamente coinvolto anche nei moti socialisti di insurrezione popolare e patriottica del 6 febbraio a Milano, è costretto a trovare rifugio in Piemonte per evitare la sanguinosa repressione asburgica.

A Torino può dedicarsi agli studi letterari prendendo parte alla redazione di opere come il Dizionario Latino Italiano di Federico Torre e Luigi Dalla Noce e il Dizionario della lingua italiana di Tommaseo collaborando con Eugenio Camerini e Federico Torre. Il ruolo di Fogliani nella redazione dell’impresa editoriale ispirata da Tommaseo non prosegue fino al completamento dell’opera: nel 1859, in occasione della Seconda Guerra di Indipendenza, si arruola. Torna superstite e nel 1866 partecipa alla Terza Guerra di Indipendenza.

Al rientro si dedica allo studio e all’insegnamento come professore di geografia e storia nella scuola militare di Modena, pubblicando opere di carattere divulgativo (Tancredi FoglianiLa guerra causa fondamentale della grandezza di Roma, Roma, Voghera Carlo, 1885; I Sepolcri di Foscolo, di Pindemonte e di Torti: tradotti in versi latini dall’abate Giuseppe Bottelli; già pubblicati con un discorso preliminare da Achille Mauri e ripubblicati dal maggiore Tancredi Fogliani, Modena, tipografia Ferraguti, 1907) nonché testi ad uso delle scuole di istruzione superiore, come: Geografia fisica e politica del capitano Tancredi Fogliani, Roma, Voghera Carlo tipografo, 1874 (III ed.) e Introduzione ad un corso di storia moderna del Maggiore Tancredi Fogliani, Modena, Antica tipografia Soliani, 1890.

Dirige la «Rivista militare», periodico in cui appaiono alcuni suoi articoli (cfr. per es. Tancredi FoglianiMilizia e letteratura, in «Rivista militare italiana», serie III, anno XIX, tomo II, Roma, Voghera Carlo Tipografia-editore, 1874, pp. 275-295 e pp. 383-421).

Fogliani, uomo d’azione e intellettuale allo stesso tempo, reputa gli studi umanistici indispensabili per la formazione dei ranghi ufficiali dell’esercito, come ribadito nelle sue opere (Federico II e la questione del latino, studio del Maggiore Tancredi Fogliani, indirizzato a S. E. il commendatore Guido Baccelli, Ministro della pubblica istruzione, Modena, Antica Tipografia Soliani, 1894) e nei suoi articoli. L’autore afferma la necessità, per l’ufficiale, di completare i propri studi non trascurando la letteratura e il pensiero dei classici. L’esempio costituito dagli eroi omerici alimenta lo spirito attraverso la bellezza instillando l’amore per la verità e il conseguente sacrificio in onore del vero. Fogliani è convinto che, non trascurando l’istruzione classica e umanistica, lo spirito guerresco verrà ridimensionato apportando benefici per l’intera umanità, come già avvenuto con l’intensificarsi degli scambi commerciali e con la scoperta del vapore i quali hanno permesso la reciproca conoscenza dei popoli. Pur in assenza di una visione geopolitica di insieme, Fogliani (caldeggiando attraverso i suoi scritti la conoscenza delle altre grandi culture europee che egli ritiene ancora poco diffusa in Italia) conosce e apprezza il pensiero di autori come Pierre-Joseph Proudhon e Burkle Henry Thomas (cfr. History of Civilisation in England, Londra, 1858). Di quest’ultimo l’autore condivide l’idea di decadenza, anche morale, della classe militare carente in quella autorevolezza che solo la cultura può dare. La letteratura che si incentra su fatti sostanziali (Fogliani cita Gioberti come fonte autorevole sul fatto che la letteratura in Italia si disinteressi di tematiche civili) anziché sulla vacua esercitazione esornativa, fornisce la forza di cuore di mente, riempie l’anima di generose passioni, nobili affetti e sviluppa la fantasia: pure l’arte militare può trarne beneficio.

Muore nel 1911.

 

Alla BNCF sono conservate 1 lettera di Stefano Pietro Zecchini ad Alessandro Torre, Eugenio Salomone Camerini e Fogliani, datata Torino, 2 aprile 1859 (coll. C.Vari 309, 111) e 20 lettere di Fogliani a Salomone Eugenio Camerini, datate fra il 1861 e il 1873 (coll. C.V. 304, 89-108).

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Enciclopedia Biografica Italiana, serie XLII, Il Risorgimento Italiano, III, Gli uomini (tomo II), Roma, Istituto Editoriale italiano Bernardo e Carlo Tosi, 1941, p.123.

Wilcox, Vanda, Morale and the Italian Army during the First World War, Cambridge, Cambridge University Press, 2016, pp. 28-30.

 

[Mara Nardo]

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