SIGLE NEL TB: [B.] = 773 (spogli)
Nato a Griante (Como) il 21 marzo
1792, si laureò in giurisprudenza, ma la sua passione lo porta verso lo studio delle lingue classiche che insegna, a
partire dal 1818, nel liceo di Cremona, dove dimostra grande competenza e
ammirevole erudizione.
Da fervente classicista, fra il
1812 e il 1822 - periodo storico di piena ripresa delle traduzioni dal greco, anche
in seguito all’esempio costituito da Vincenzo Monti con l’Iliade (1810) - si impegna nell’opera di traduzione di importanti
lirici greci, come le Odi di Pindaro (Traduzione
dei poeti classici greci, Milano, Pirotta, 1818), e gli Inni di Callimaco Cireneo (Traduzione de’ poeti classici greci in verso italiano,
Cremona, Fratelli Manini, 1817), non sottraendosi alla versificazione in lingua
italiana, come con l’Inno alla Lira (Cremona,
Fratelli Manini, 1817), le tragedie Ugolino
(Cremona, Tipografia Fratelli Manini, 1818), Francesca da Rimini (Cremona, Tipografia Fratelli Manini, 1820), il
Triete anglico, poema epico-lirico (Milano,
presso Ratelli e Fanfani, 1818), La Colombiade, poema eroico (Cremona, De
Micheli e Bellini, 1826).
Come osserva Capitani 1970 in una biografia che reca
alcune inesattezze, il fatto che i suoi inizi letterari non siano sempre coronati
da successo, e nonostante i suoi tentativi di compiacere i reali d’Asburgo prima
(dedica a Ferdinando I d’Austria, in concomitanza con la sua incoronazione nel
regno lombardo-veneto, Il sacerdote
profetizzante, Milano, Omobono Manini, 1838) e casa Savoia poi (su
richiesta di Carlo Alberto nel 1846 traduce in versi dal francese L’arte della guerra del generale
Dupont, Mantova, Negretti, 1846) siano infruttuosi, è necessario riscoprire
questa meritevole figura di studioso ed erudito per il suo spiccato e precipuo interesse
nei confronti dello studio del lessico italiano.
In effetti Bellini, attorno al 1814,
aveva conosciuto a Milano il conte Trussardo Calepio, eminente studioso di
filologia, linguistica ed esperto nella compilazione di dizionari, il quale ha e
avrà una certa influenza su di lui: secondo i contemporanei (cfr. Donini 1876, p.11), nel 1816, ispirato
dallo stesso Calepio, Bellini scrive alcuni brani satirici in forma di dialogo al
modo di quelli di Luciano di Samosata dove, anziché a divinità e filosofi,
Bellini affida il ruolo di personaggi ai letterati defunti che esprimono
giudizi sui vivi, lanciando gli strali più velenosi nei riguardi delle opere di
Monti e Alessandro Verri. In occasione delle polemiche Cesari-Monti, culminate
nella pubblicazione della montiana Proposta di alcune correzioni ed aggiunte al Vocabolario
della Crusca (Milano, dall’Imp. Regia Stamperia, 1817-26, 6 tomi), Bellini
si schiera dalla parte di Cesari poiché è convinto che, in un periodo
profondamente segnato dalle dominazioni straniere, l’eccessiva condiscendenza nei
confronti dei forestierismi porterà gli italiani a perdere le loro radici
culturali.
Verso il 1836, in seguito
all’esperienza fallimentare della sua casa editrice (ricordiamo, fra tutti,
l’ambizioso progetto non concluso La
Pantografia istorica ossia
descrizione di tutti gli avvenimenti de’ popoli antichi e moderni dal principio
del mondo fino a’ nostri tempi, Cremona,
Bellini, 1834), egli passa le pubblicazioni alle stamperie di Pomba che diviene
l’editore dei suoi progetti e gli offre l’opportunità di cimentarsi in una
proficua collaborazione nella compilazione di dizionari a stretto contatto con
redattori esperti di opere enciclopediche e lessicali.
Nel 1844 dà alle stampe traduzioni
di letteratura sacra (fra cui l’Apocalisse
e l’opera di San Giovanni Grisostomo). Fin dalla giovinezza è inoltre impegnato
in apprezzati componimenti didascalici in versi, come la Callomazia poema estetico-didascalico sul bello (Milano, Manini,1841)
o il poema didascalico Il Parlamento (Torino,
Stamperia dell’Unione Tip. Editrice, 1857) che gli portò la medaglia d’onore di
re Vittorio Emanuele; meno successo riscuote L’Inferno della tirannide a imitazione della cantica dantesca (Torino,
Botta, 1865), dedicato a Vittorio Emanuele II e all’Italia ‘redenta’.
La sua esperienza in ambito
lessicografico comincia alla fine degli anni Quaranta, proprio nell’ambito
della casa editrice torinese di Pomba, quando inizia a collaborare con un
esperto redattore di originali opere lessicografiche ed enciclopediche come
Antonio Bazzarini, autore dell’Ortografia
enciclopedica universale della lingua italiana (Venezia, Tasso, 1824) e del
Dizionario enciclopedico delle scienze,
lettere ed arti (Venezia, co’ tipi di Antonio Bazzarini, 1835). L’erudito
istriano, pioniere di imprese simili in Italia, aveva ricevuto da Pomba l’incarico
della compilazione di un dizionario della lingua latina in cui vi trovasse
finalmente posto anche il lessico relativo al mondo della quotidianità e alla
sfera dei mestieri e delle attività umane, con relativi esempi (cfr. la Vita di Tommaso Vallauri scritta da esso,
Torino, Roux e Favale, 1878, pp. 153-154 e p. 270). Tuttavia nel 1850 Antonio
Bazzarini muore e Bellini deve continuare da solo, nella sezione dal latino
all’italiano, potendo però contare, per quanto riguarda la ricerca e la
creazione degli esempi lessicali, sulla competenza del latinista e accademico
della Crusca Tommaso Vallauri. Quest’ultimo dà il suo contributo con ulteriori
revisioni e giunte sulla parte degli esempi relativi alle locuzioni italiane, su
ciò che riguarda la religione cristiana, le scienze, le arti, l’amministrazione
degli Stati, il tutto con la corrispondente versione latina (ibidem, p. 128 e p. 270), proprio come
aveva richiesto l’editore Pomba.
Nel 1848, dichiaratosi fautore
della causa di Carlo Alberto, Bellini deve rifugiarsi in Piemonte. Da Novara si trasferisce con la famiglia a
Parigi e poi, nel 1852, a Cagliari, dove insegna retorica. Tuttavia la
compilazione del dizionario prosegue e l’opera esce nel 1854 col titolo Vocabolario universale latino-italiano e
italiano-latino compilato e in ordine disposto colla scorta de’ migliori e più’
recenti lessici e vocabolari pubblicatisi fin qui nell’una e nell’altra lingua
in Alemagna, Francia, Inghilterra ed Italia da Antonio Bazzarini e Bernardo
Bellini colla giunta di moderni accreditati vocaboli resi latini dal cavaliere
Tommaso Vallauri (Torino, Cugini Pomba e Comp., 1854).
Ne «Il Baretti» si
legge (nel n. 18 del 23 marzo 1876, p.139) che Bellini fu «uomo di merito superiore alla fama,
seppellì, per così dire, se stesso nello studio e nel lavoro, in cui la durò
fino all’ultimo di sua vita, esempio piuttosto unico che raro in questa età di
ambiziosi e di oziosi»: l’ultima impresa colossale della sua vita conferma tale
considerazione poiché quando Giuseppe Pomba lo incarica di sostituire Fogliani,
Torre e Camerini nella collaborazione con Tommaseo alla redazione del Dizionario della lingua italiana, Bellini accetta senza indugi. Nonostante le sue
condizioni di salute non siano buone, perché l’indice della mano destra è caratterizzato
da una formazione – probabilmente un lipoma – del peso di ben oltre tre
chilogrammi che gli rende doloroso il movimento della mano (cfr. Della vita e delle opere di Pietro Giuria
studio di Andrea Bertolotto, Savona, Tipografia Andrea Ricci, 1879, pp.
102-107, p. 106), egli prosegue fino all’ultimo nell’opera di redazione del Dizionario della lingua italiana, a cui apporta un contributo sostanziale
sobbarcandosi il compito più gravoso della catalogazione, collazione e scelta
fra le copiose e fittissime schede che i compilatori gli inviavano.
Accetta di sottoporsi ad un intervento
chirurgico di asportazione del lipoma ma muore dopo pochi mesi a Torino il 17
marzo 1876, tanto il suo corpo si era oramai debilitato.
Alla BNCF sono conservate 14
lettere inviate da Niccolò Tommaseo
a Bernardo Bellini fra il 1860 e il 1874 (coll. Carteggi TOMM. 116, 3,4) e 30
lettere inviate da Bernardo Bellini a Niccolò Tommaseo, fra il 1856 e il 1869
(coll. Carteggi TOMM. 116, 1, 2).
Bibliografia
critica essenziale
Bortolotto, Andrea,
Della vita e delle opere di Pietro Giuria,
Savona, Tipografia Andrea Ricci, 1879.
Capitani, Liana,
Bellini, Bernardo, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma,
Istituto della Enciclopedia Italiana, 1970, s.v.
Donini, Pier
Luigi, Cenni biografici di Bernardo Bellini,
Torino, Stamperia Reale, 1876.
[Mara Nardo]