Palmiro Premoli

Il Nomenclatore scolastico o Vocabolario delle idee

(1913b)

Ed. di riferimento: 1909-1912

Scheda a cura di Stefano Miani

Autore

Palmiro Premoli

Titolo

Il Nomenclatore scolastico o Vocabolario delle idee

Sottotitolo

(dà le parole per mezzo delle idee e le idee per mezzo delle parole; spiega e suggerisce vocaboli, sinonimi, frasi) [questo sottotitolo è presente solo nella copertina. Nel frontespizio interno c’è solo il titolo].

Datazione

1913b

Editore

Fratelli Treves Editori

Luogo di pubblicazione

Milano

Tipologia testo
Nota bibliografica

Si tratta di una riduzione scolastica del Vocabolario Nomenclatore illustrato (d’ora in poi VN) per la cui storia, struttura e contenuto si rinvia alla scheda Premoli 1909-1912 (raggiungibile al link “Ed. di riferimento”). Se scarsa è stata la fortuna critica dell’opera maggiore, quasi assente quella per questa riduzione. Ne parla solo incidentalmente Maurizio Trifone, indicando erroneamente come data di prima edizione del Nomenclatore scolastico (d’ora in poi NS) il 1915 (Trifone 1994: 149) e forse vi si riferisce Bruno Migliorini quando accenna al fatto che il Nomenclatore fu «ritoccato e un po’ ridotto in successive edizioni» (Migliorini 1961: 116). Descriveremo la struttura e il contenuto di questa riduzione scolastica mettendo quanto più possibile in evidenza le differenze con l’edizione maggiore.

Storia editoriale

Il NS viene pubblicato per la prima volta nel 1913 a Milano presso l’editore Treves e viene ristampato nel 1915, sempre a Milano, presso l’editore Aldo Manuzio. Nel 1916, per l’editore Sonzogno, esce un’edizione del NS – in pratica un’anastatica dell’edizione del 1913, ma con illustrazioni – intitolata, però, Il Nomenclatore Italiano in cui compare un «prontuario di voci arabo-tripolitane compilato dal prof. Eugenio Levi».
Dopo la morte dell’autore (1917), a quanto ci risulta, si ha una sola altra edizione, nel 1933 per l’editore Treves, che non abbiamo potuto consultare, ma che sarà, verosimilmente, un’anastatica, come è avvenuto per il VN. 

Paratesto

Il volume, di 2311 pp., si apre con una nota introduttiva non firmata intitolata Qualche norma sull’uso di questo vocabolario.
Sotto il titolo, a mo’ di citazione, leggiamo «Come l’antico NOMENCLÀTOR rammentava al patrizio romano il nome delle persone che lo salutavano per via o si recavano a fargli visita, questo libro, umilmente servizievole, si propone di servire al lettore i vocaboli per designare le cose e le locuzioni per esprimere le idee».
La nota introduttiva si apre con la certezza che il lettore capirà autonomamente come utilizzare al meglio l’opera che ha davanti, presentata come auto-esplicativa: «prestando attenzione alle parole in neretto [...] si comprenderà quale sia il metodo del Nomenclatore e quale debba essere il processo mentale da seguire per servirsene utilmente». Si richiama, poi, l’attenzione sulle parole in «neretto» (che nel VN è indicato come «aldino corsivo») che di volta in volta il lettore incontrerà all’interno delle varie voci, definito il «filo conducente alle parole che si cercano»: «se non rammentate la voce eclisse facilmente il vostro pensiero può ricorrere a sole, ad astronomia, e qui dell’eclisse troverete o la spiegazione o la opportuna citazione. Avete dimenticato che cosa sia l’almanaccare, ma sapete che è un atto della mente: a mente troverete il fatto vostro. Vi sfugge il nome di un oggetto che è, puta caso, nella cucina, o della mensa, o del letto, ecc., lo rintraccerete a cucina, a mensa, a letto, ecc.».
In calce alla pagina c’è un’avvertenza che richiama nuovamente all’importanza del neretto: «Le parole in neretto minuscolo portano con sè un rimando come fossero accompagnate da un v. (vedi)».
Alla pagina successiva segue un elenco di 90 abbreviazioni. Da questo elenco è possibile notare una delle più vistose differenze del NS rispetto al VN, cioè la comparsa delle categorie grammaticali e di altri termini utili alla descrizione morfologica, del tutto assenti nell’edizione maggiore. Diamo un elenco delle principali: «agg. – aggettivo e aggiunto», «artic. – articolo, articolare, articolato», «avv. – avverbio», «cong. – congiunzione», «der. – derivati, derivato», «deter. – determinativo», «f. – femminile», «fr. – francese», «gen. – genere», «gr. – greco», «idiot. – idiotismo». 

Macrostruttura

Per una descrizione completa della macrostruttura rimandiamo alla scheda del VN (Premoli 1909-1912), essendo il NS, sostanzialmente, una riduzione. Come il VN, quest’opera si caratterizza per un impianto analogico e onomasiologico. Il lessico è, cioè, organizzato a partire dai concetti in modo da evidenziare le relazioni semantiche e funzionali tra i vari termini. Questo approccio non solo facilita l’esplorazione del patrimonio lessicale italiano attraverso associazioni tematiche e sinonimiche, ma lo rende anche uno strumento ideale per finalità didattiche.
Il NS, come il VN, sfrutta un’organizzazione più flessibile rispetto a quella dei dizionari metodici e orientata all’analogia. Sebbene i termini siano ordinati in modo rigorosamente alfabetico, l’organizzazione analogica consente all’utente di superare questa linearità attraverso rimandi interni e associazioni semantiche. La flessibilità esplorativa valorizza i collegamenti tra concetti anche distanti, creando una rete di significati interconnessi collegati tra loro dal filo del neretto. Il risultato è uno strumento che combina il rigore di un ordine alfabetico con la libertà di una consultazione tematica dinamica.
Rispetto al VN il NS, almeno nella prima edizione in nostro possesso, non ha illustrazioni. Nelle edizioni successive compariranno 73 tavole illustrate. 

Struttura lemma
Daremo una breve descrizione della struttura del lemma, rimandando a quella data per Premoli 1909-1912. Evidenzieremo, per lo più, le differenze tra le voci del VN e del NS.
Come detto, la soluzione adottata da Premoli è un compromesso tra l’orientamento onomasiologico e quello semasiologico. Le voci sono ordinate alfabeticamente in modo da favorire la rapida ricerca da parte del lettore del termine “universale”, ma all’interno di ogni voce c’è una ricca serie di altre parole che ampliano e raffinano la ricerca riguardo alla parola desiderata (cfr. Trifone 1994: 149).
A lemma, che è in maiuscolo grassetto, sono posti i termini “universali”, che è possibile ritrovare in accezioni specifiche all’interno delle singole voci. Seguono, e questa, come abbiamo già accennato, è forse la differenza più evidente tra il NS e il VN, le categorie grammaticali. Si può comunque notare un uso poco coerente delle abbreviazioni utilizzate. Per esempio, in apertura troviamo «A, n. mf. Prima lettera dell’alfabeto». Il neretto ci fa capire che troveremo una voce ALFABETO a lemma – e di ciò, in questo primo caso, il lettore è avvisato da un rimando a una nota a piè pagina che recita «le parole in neretto minuscolo portano con sè un rimando, un riferimento, come fossero accompagnate da un V. (vedi)» –, ma che cosa si debba intendere per «mf.» resta un mistero, in quanto la sigla non compare nell’elenco delle abbreviazioni presenti nella pagina precedente. Così non è ben chiaro perché ABAO «detto ad Abate» sia marcato come «n. m.» ‘nome maschile’, mentre ABATE solo «m.».
Rispetto al VN si nota una tendenza a raggruppare le famiglie di parole sotto una sola voce, mediante l’isolamento già a lemma di una base comune, separata graficamente dagli elementi derivazionali, secondo una pratica lessicografica che non coincide con un’analisi morfologica in senso stretto e non risponde ai criteri oggi adottati. Per esempio troviamo una voce «PRÒST-ATA, n. f. –ATICO, agg. Vegg. vescica, –ATITE, n. f., forma di gonorrea». Si noti, oltre alla ormai non più accettabile definizione di prostatite, che è indicata come una malattia venerea, una certa ridondanza dovuta alla presenza dell’abbreviazione Vegg. ‘si veda’ posta subito prima di vescica in neretto. Ciò è probabilmente riconducibile al desiderio dell’autore di guidare esplicitamente la consultazione degli utenti ideali dell’opera, identificabili negli studenti, che sembrano essere considerati particolarmente bisognosi di un esplicito orientamento alla consultazione. A volte i derivati sono separati da due barre verticali «||» ed evidenziati dal carattere neretto maiuscolo, come fossero lemmi. Per esempio s.v. gas troviamo «GASIFICARE, v. tr. ridurre allo stato di g.» o «GASISTA, gazista, n. m. addetto all’officina e all’azienda del g.». In quest’ultimo esempio si può notare che a volte vengono registrate varianti fonomorfologiche dei termini. Anche in questo caso le modalità sono eterogenee, a volte tra parentesi, altre volte col solo corsivo. Per esempio, restando alla voce gas, troviamo «GASÒMETRO, gazometro, n. m. (rar. gassòmetro)» e «GASOSA (gassosa, gazosa)».
Come per il VN anche nel NS l’accento grafico è posto, secondo norme ancora vigenti, sistematicamente solo sulle parole tronche. Come è stato giustamente osservato per il VN, anche nel NS il criterio con cui vengono posti gli accenti di cortesia, per es. sui proparossitoni è «piuttosto opinabile» (Trifone 1994: 229): per es. nel NS s.v. fotografia troviamo, fotògrafo e cinematògrafo ma galvanoplastica non ha nessun accento, mentre s.v. gas troviamo elàstico e azòto.
Per quanto riguarda le definizioni, come nel VN, anche nel NS queste sono ampie e dal sapore enciclopedico. Certo l’edizione scolastica presenta delle discrepanze rispetto all’edizione maggiore. Si prenda l’incipit della voce fotografia. Nel VN leggevamo «voce che significa “scrittura per mezzo della luce”: si chiama così l’arte di riprodurre, per mezzo della luce e con preparati chimici, sul vetro e poi sulla carta, l’immagine delle persone e delle cose (se su lastra metallica e negativam., dagherrotipia); l'immagine stessa (volgarm., ritratto), e anche il locale al l’uopo». Nel NS, come incipit di una voce, che comunque si estende per cinque colonne, leggiamo «arte di ritrarre per mezzo della luce sul vetro (poi sulla carta), sulla ceramica, ecc., l’immagine stessa; laboratorio di fotografia». Come si vede non si tratta di una semplice e meccanica riproposizione; la riscrittura della definizione in alcuni casi fornisce un’informazione addirittura «più completa e articolata» (cfr. la voce abiura, il cui ampliamento nel NS è ben rilevato in Trifone 1994: 226), testimoniata, come abbiamo visto, anche dall’aumento esponenziale di rimandi in neretto. 
Nr volumi: 1
Nr colonne: 2
Premoli, Palmiro VEDI
Autore
1856-1917

Palmiro Premoli (Agnadello, 1856 – Milano, 1917) fu un letterato, poeta, critico teatrale e, come lessicografo fu autore di varie enciclopedie e dizionarî come il Vocabolario Nomenclatore illustrato (1909-1912), l'Enciclopedia popolare illustrata Sonzogno in quattro volumi (1896-99), il Nuovo dizionario illustrato di elettricità e magnetismo (1904) in due volumi e la Grande enciclopedia popolare Sonzogno (1912-1923). Fu esponente attivo della massoneria e un repubblicano convinto, nonché favorevole all’intervento dell’Italia nel primo conflitto mondiale, anche se le sue condizioni di salute precarie gli impedirono di partecipare attivamente alla propaganda bellica. Morì a causa di un attacco di laringite cronica nel 1917.

Scheda a cura di

Scheda a cura di
Stefano Miani
Ultima modifica
20/01/2026
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