Il NS viene pubblicato per la prima volta nel 1913 a Milano presso l’editore Treves e viene ristampato nel 1915, sempre a Milano, presso l’editore Aldo Manuzio. Nel 1916, per l’editore Sonzogno, esce un’edizione del NS – in pratica un’anastatica dell’edizione del 1913, ma con illustrazioni – intitolata, però, Il Nomenclatore Italiano in cui compare un «prontuario di voci arabo-tripolitane compilato dal prof. Eugenio Levi».
Dopo la morte dell’autore (1917), a quanto ci risulta, si ha una sola altra edizione, nel 1933 per l’editore Treves, che non abbiamo potuto consultare, ma che sarà, verosimilmente, un’anastatica, come è avvenuto per il VN.
Il volume, di 2311 pp., si apre con una nota introduttiva non firmata intitolata Qualche norma sull’uso di questo vocabolario.
Sotto il titolo, a mo’ di citazione, leggiamo «Come l’antico NOMENCLÀTOR rammentava al patrizio romano il nome delle persone che lo salutavano per via o si recavano a fargli visita, questo libro, umilmente servizievole, si propone di servire al lettore i vocaboli per designare le cose e le locuzioni per esprimere le idee».
La nota introduttiva si apre con la certezza che il lettore capirà autonomamente come utilizzare al meglio l’opera che ha davanti, presentata come auto-esplicativa: «prestando attenzione alle parole in neretto [...] si comprenderà quale sia il metodo del Nomenclatore e quale debba essere il processo mentale da seguire per servirsene utilmente». Si richiama, poi, l’attenzione sulle parole in «neretto» (che nel VN è indicato come «aldino corsivo») che di volta in volta il lettore incontrerà all’interno delle varie voci, definito il «filo conducente alle parole che si cercano»: «se non rammentate la voce eclisse facilmente il vostro pensiero può ricorrere a sole, ad astronomia, e qui dell’eclisse troverete o la spiegazione o la opportuna citazione. Avete dimenticato che cosa sia l’almanaccare, ma sapete che è un atto della mente: a mente troverete il fatto vostro. Vi sfugge il nome di un oggetto che è, puta caso, nella cucina, o della mensa, o del letto, ecc., lo rintraccerete a cucina, a mensa, a letto, ecc.».
In calce alla pagina c’è un’avvertenza che richiama nuovamente all’importanza del neretto: «Le parole in neretto minuscolo portano con sè un rimando come fossero accompagnate da un v. (vedi)».
Alla pagina successiva segue un elenco di 90 abbreviazioni. Da questo elenco è possibile notare una delle più vistose differenze del NS rispetto al VN, cioè la comparsa delle categorie grammaticali e di altri termini utili alla descrizione morfologica, del tutto assenti nell’edizione maggiore. Diamo un elenco delle principali: «agg. – aggettivo e aggiunto», «artic. – articolo, articolare, articolato», «avv. – avverbio», «cong. – congiunzione», «der. – derivati, derivato», «deter. – determinativo», «f. – femminile», «fr. – francese», «gen. – genere», «gr. – greco», «idiot. – idiotismo».
Per una descrizione completa della macrostruttura rimandiamo alla scheda del VN (Premoli 1909-1912), essendo il NS, sostanzialmente, una riduzione. Come il VN, quest’opera si caratterizza per un impianto analogico e onomasiologico. Il lessico è, cioè, organizzato a partire dai concetti in modo da evidenziare le relazioni semantiche e funzionali tra i vari termini. Questo approccio non solo facilita l’esplorazione del patrimonio lessicale italiano attraverso associazioni tematiche e sinonimiche, ma lo rende anche uno strumento ideale per finalità didattiche.
Il NS, come il VN, sfrutta un’organizzazione più flessibile rispetto a quella dei dizionari metodici e orientata all’analogia. Sebbene i termini siano ordinati in modo rigorosamente alfabetico, l’organizzazione analogica consente all’utente di superare questa linearità attraverso rimandi interni e associazioni semantiche. La flessibilità esplorativa valorizza i collegamenti tra concetti anche distanti, creando una rete di significati interconnessi collegati tra loro dal filo del neretto. Il risultato è uno strumento che combina il rigore di un ordine alfabetico con la libertà di una consultazione tematica dinamica.
Rispetto al VN il NS, almeno nella prima edizione in nostro possesso, non ha illustrazioni. Nelle edizioni successive compariranno 73 tavole illustrate.
Palmiro Premoli (Agnadello, 1856 – Milano, 1917) fu un letterato, poeta, critico teatrale e, come lessicografo fu autore di varie enciclopedie e dizionarî come il Vocabolario Nomenclatore illustrato (1909-1912), l'Enciclopedia popolare illustrata Sonzogno in quattro volumi (1896-99), il Nuovo dizionario illustrato di elettricità e magnetismo (1904) in due volumi e la Grande enciclopedia popolare Sonzogno (1912-1923). Fu esponente attivo della massoneria e un repubblicano convinto, nonché favorevole all’intervento dell’Italia nel primo conflitto mondiale, anche se le sue condizioni di salute precarie gli impedirono di partecipare attivamente alla propaganda bellica. Morì a causa di un attacco di laringite cronica nel 1917.