Nella prefazione, Carboni sottolinea che quest’opera rappresenta il proseguimento del dizionario Carboni (1965). Mentre quest’ultimo includeva solo la direzione linguistica tedesco-italiano, il presente dizionario presenta i lemmi in italiano e i relativi traducenti tedeschi.
Questa seconda parte non era però prevista inizialmente nel progetto del Carboni: è stata ideata solo successivamente, «[c]edendo alla richiesta dell’Editore, determinata a sua volta da desideri e suggerimenti pervenutigli da più parti» (Carboni 1970: V) anche alla luce del fatto che il primo dizionario era stato «accolto con molto favore nel mondo tecnico e scientifico» (ibid.).
Nella preparazione di questo secondo dizionario, Carboni ha inteso conservare «il medesimo carattere chimico-medico-naturalistico proprio della prima parte» (ibid.), motivo per cui i termini presentati riguardano perlopiù la chimica, la medicina, la zoologia e la mineralogia. Accanto a queste discipline ne sono però state trattate anche altre: nella prefazione si menzionano l’elettrotecnica, la fisica, la geografia, la geologia, la matematica, la meccanica, la veterinaria e tecnologie tra le più diffuse, quali quella tessile e del cuoio. Da questo ampliamento deriva il titolo che, rispetto al dizionario del 1965, è stato modificato: mentre il riferimento a chimica, fisica, medicina, scienze naturali e tecnologie varie è presente in entrambi i dizionari, solo nel secondo si elencano anche elettrotecnica, geografia, matematica, meccanica e veterinaria. Ciò non toglie che l’interesse primario del Carboni resta la chimica: nella pagina che presenta la lista di abbreviazioni, infatti (Carboni 1970: VI), si segnala che «[d]ato il carattere prevalentemente chimico dell’opera, l’abbreviazione Chim. viene usata solo per quei termini la cui appartenenza alla Chimica può non risultare del tutto evidente».
Nella compilazione del dizionario, l’obiettivo dell’autore era quello di colmare le lacune lessicografiche in queste discipline: «[n]el campo così delimitato che, accanto ad altre branche, comprende la Chimica, per la quale si hanno solo Vocabolari assai antiquati delle due lingue qui prese in considerazione, e le Scienze Naturali Botanica, [sic] (Mineralogia e zoologia) per le quali non esistono Dizionari specializzati, si spera che questa opera, la quale ha richiesto oltre tre anni di paziente lavoro, avrà raggiunto un livello adeguato all’odierno sviluppo delle singole branche trattate» (ibid.). In questo computo probabilmente non prende in considerazione il proprio dizionario di chimica (Carboni 1956a) per via della sua quantità di lemmi piuttosto limitata.