Fondato a Torino nel 1932 dal regime fascista come Ente Autonomo per la Moda Nazionale, divenuto poi Ente Nazionale della Moda, operò soprattutto a partire dal 1935 per contrastare la diffusione della moda francese in Italia e per favorire lo sviluppo di uno stile italiano. L’Ente, dunque, oltre a imporre l’uso di materiali nazionali, aveva il compito di certificare i modelli e di regolare la produzione sartoriale, in modo da adeguarla alle esigenze dell’autarchia. Nel 1936 si occupò anche dell’italianizzazione dei termini della moda, affidando a Cesare Meano la compilazione del Commentario Dizionario italiano della moda, pubblicato in due edizioni nel 1936 e nel 1938. Fu sciolto nel 1946.